È vicina, in un senso o nell’altro, la resa dei conti per il salvataggio della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca.

Riassumendo le cose stanno più o meno così:
Le due banche venete si trovano oggi ad affrontare un fabbisogno di capitale di 6,4 miliardi di euro. Per procedere, dunque, le due banche, in fase di ristrutturazione hanno proposto un salvataggio così strutturato:

–  apportare nuovo capitale attraverso il contributo del fondo Atlante

– convertire i bond subordinati

– e iniettare 4,7 miliardi da parte dello Stato, nell’ambito della cosiddetta ricapitalizzazione precauzionale.

Ma ovviamente l’ok definitivo deve arrivare dall’Europa, e nel corso degli ultimi incontri effettuati dai manager delle due banche con Bruxelles però la Commissione europea ha sconvolto i piani, chiedendo un miliardo in più di soldi privati (richiesta legata ad una nuova e penalizzante valutazione dei crediti) e stabilendo quindi un miliardo in meno si soldi pubblici concedere il via libera dello Stato.
Quindi si cambia lo schema dell’operazione: il totale rimane lo stesso, (6,4 miliardi) ma il contributo a carico dei privati è salito di un miliardo, e di conseguenza, al contempo, si ridurrebbe da 4,7 a 3,7 il contributo da parte dello Stato. Il problema però  è appunto che dovrà trattarsi di soldi a carico dei privati, e non dello Stato (che, ve lo ricordate,  nella legge Salva Risparmio aveva stanziato un budget da 20 miliardi per la ricapitalizzazione precauzionale in soccorso di banche in difficoltà).

Ora però il problema è che appare davvero improbabile un rifinanziamento da parte dei privati, e quindi delle banche.  Giuseppe Guzzetti, presidente Fondazione Cariplo, ha già dichiarato di non voler mettere più un euro, lamentandosi di aver  già esborsato più di 500 milioni tramite il Fondo Atlante che non sono praticamente serviti a nulla.

Su questo punto la Commissione è irremovibile: se il miliardo non salterà fuori il bail-in sarà inevitabile, con tutto quello che ne consegue.

Ora, se come sembra nessun privato (o banca) intende contribuire al salvataggio e le regole sono precise, qualcosa mi dice che, per l’ennesima volta verranno utilizzati come scudi umani proprio quei risparmiatori che hanno già versato diverso sangue nelle prime e inutili manovre di salvataggio.

Fortunatamente però, in questo scenario apocalittico arrivano le rassicurazioni del Ministro Padoan, che assicura che il Bail-in è un’ipotesi esclusa, che il Governo sta lavorando per  una soluzione che metta in sicurezza le banche, che salvaguardi il risparmio e allo stesso tempo, voi non lo sapevate, ma c’è una garanzia dal punto di vista della liquidità (?!!!?).

E se lo dice lui.. possiamo stare tranquilli, no?

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