Gli scandali finanziari di questi anni hanno dimostrato che il sistema bancario tradizionale, con l’aiuto di chi governa, ha sempre anteposto sistematicamente i propri interessi a quelli dei risparmiatori.
D’altro canto la complessità e la continua evoluzione dei mercati finanziari rende sempre più difficile orientarsi fra i numerosi prodotti che vengono proposti e, cosa più grave, le istituzioni finanziarie hanno attirato con l’inganno i clienti per investire in prodotti molto complessi e rischiosi ad esclusivo beneficio dell’istituto bancario in questione, con il benestare, e qui arriva la cosa gravissima, dei vertici istituzionali e di controllo, che non lo hanno impedito, ma anzi alla fine hanno scaricato sui risparmiatori la crisi di questi istituti.
Stando così le cose, a differenza di quello che vogliono farci credere, non basta l’educazione finanziaria sulla varia natura dei prodotti, qui serve l’informazione (finanziaria) quella giusta, semplice senza fronzoli e trasparente. Guardare non solo a quello che vogliono farci vedere, ma cercare di vedere quello che sta dietro. Informandosi, leggendo. Non possiamo pretendere la famosa “educazione finanziaria” se, chi si occupa di finanza, non espone correttamente almeno i concetti basilari e chi ci dovrebbe tutelare fa decreti che mettono in salvezza le banche a spese dei risparmiatori, in barba ad un’autorità europea che viene tirata in ballo solo quando fa comodo e che da una parte vieta categoricamente gli aiuti di Stato quando ancora non è in vigore il Bail in e poi non batte ciglio di fronte al decreto salva Venete, che regala non si sa quanti miliardi ad un istituto bancario, senza salvare i risparmiatori.

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