Mentre il Paese è ancora sotto shock per la tragedia del Ponte Morandi, apprendiamo basiti della solerzia con la quale Consob avrebbe messo in guardia il governo sulle ripercussioni che le dichiarazioni sulla revoca delle concessioni autostradali avrebbero potuto avere sui mercati finanziari. Evidentemente, quando vuole, Consob riesce ad intervenire a tempo di record per tutelare, così dicono loro, gli investitori.
I soccorritori  sono ancora impegnati nella ricerca dei dispersi, ma Consob, a tempo di record, si è già adoperata per tutelare i mercati, disinteressandosi dei motivi che hanno portato al crollo del viadotto ed al conseguente massacro, i quali potrebbero essere proprio individuati nell’affidabilità della stessa azienda concessionaria.
A questo punto le domande sorgono spontanee, anche e soprattutto alla luce della sentenza della Corte d’Appello di Firenze della settimana scorsa: in cosa era impegnata la Consob, prima e durante il crack delle banche del centro Italia e delle banche venete? Dove era Consob, mentre i vari Zonin depredavano i risparmi di tanti obbligazionisti e investitori italiani? Cosa faceva quando venivano messi in vendita prodotti finanziari “spazzatura”? Come mai non redarguì a tempo di record anche il governo Renzi, quando dichiarò che MPS era “un affare”? Erano distratti i signori della Consob a quei tempi?
La verità  è che per Consob gli azionisti di Atlantia e la famiglia Benetton in primis, valgono di più degli obbligazionisti e dei piccoli risparmiatori azzerati dal crollo delle banche del centro Italia e del Veneto! Consob, anziché pensare agli interessi di Benetton mentre le rovine del Ponte Morandi gridano ancora giustizia, pensi alle gravi inadempienze commesse fino ad oggi e ci faccia capire, una volta per tutte, chi tutela veramente.

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