Il 10 settembre scorso Renzi è tornato per la prima volta ad Arezzo, dopo il famigerato decreto salvabanche che azzerò tantissimi obbligazionisti ed azionisti di Banca Etruria. E’ tornato per presentare il suo libro alla sua corte, in occasione della Festa dell’Unità; ad attenderlo fuori ovviamente i risparmiatori azzerati. “Su Banca Etruria una miriade di falsità” tuona con piglio ai suoi amici, “buttano fango solo per ragioni politiche”… e giù applausi. Dopo l’ennesima ed insopportabile bugia, una risparmiatrice in sala, che era riuscita a non farsi riconoscere dalla sorveglianza, sbotta chiedendo all’ex premier come mai non avesse accettato un confronto aperto i risparmiatori. E qui si apre il sollito teatrino del “signora, resti! si metta a sedere, sono qui per parlare anche di questo” mentre intanto la polizia la strattona all’uscita, ributtandola in strada con gli altri azzerati.

Finchè al culmine del suo show tuona “Mi candiderò ad Arezzo!!” inventandosi pure un collegio che non esiste, ma arruffianandosi così una platea poco informata... Ma si sa, la sua corte lo voterebbe a prescindere, perchè in fondo ai suoi amici cosa importa di sapere come stanno davvero le cose.

“Bravo Matteo!” si sente ogni tanto dalla platea di uditori; qualcuno che di sicuro avrà qualche figlio da sistemare. Fuori invece urla e fischi, sono i risparmiatori (me compresa) che ancora non sanno che l’ex premier è venuto ad Arezzo per offenderli ancora una volta con lo schiaffo della sua candidatura proprio in una città piena zeppa di truffati da banca Etruria.

Peccato non sia andato a salutare di persona i suoi futuri elettori!!

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