Giustizia forte con i deboli e debole con i forti: il rinvio di un anno per il processo di ostacolo alla vigilanza è un affronto.

Falsa partenza per il processo di Ostacolo alla vigilanza nell’affair Banca Etruria. Il nuovo procedimento avrebbe dovuto prendere il via in seguito al ricorso presentato dalla Procura di Arezzo contro la sentenza di assoluzione dei tre imputati. “Fornasari, Bronchi e Canestri sono gli imputati, ma i loro avvocati difensori ieri, all’inizio del processo, si sono dichiarati impegnati in altro… e i giudici cosa fanno? Non rinviano di un mese, ma addirittura di un anno!! Scontato ed ovvio che si punti alla prescrizione del reato. Tutto questo è inaccettabile, un’offesa ai risparmiatori, ma in generale a tutti i cittadini” A dichiararlo la Presidente dell’Associazione Vittime del Salvabanche Letizia Giorgianni, che non esclude nuove proteste da parte di chi ancora, pur non avendo riottenuto i propri risparmi “rubati” si vede addirittura privato persino della possibilità di ottenere giustizia.

“Un rinvio di un anno concesso dai giudici per impedimenti degli avvocati degli imputati lascia intuire che non ci sia tutta questa fretta nel celebrare il processo ed evitare la prescrizione” sostiene l’avvocato Letizia Vescovini, che segue da anni l’Associazione Vittime del Salvabanche.

L’Associazione Vittime del Salvabanche, da sempre convinta che dai processi penali non ci sarà nessun risarcimento per i risparmiatori, sta da tempo lavorando ad azioni in grado di far ottenere il giusto risarcimento a coloro che non hanno ancora ottenuto nessun tipo di rimborso.

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